Unità senza uniformità.
L'Europa è uno dei continenti con la maggiore ricchezza linguistica al mondo. Oggi questa diversità trova un'espressione istituzionale nell'Unione Europea, che riconosce ufficialmente 24 lingue.

Sebbene l'UE conti 27 Stati membri, il numero di lingue ufficiali è inferiore. Questo perché diversi paesi condividono la stessa lingua nazionale: il tedesco, ad esempio, è ufficiale sia in Germania sia in Austria; il francese in Francia, Belgio e Lussemburgo; il neerlandese nei Paesi Bassi e in Belgio.
Ogni Stato membro ha il diritto di designare una o più lingue ufficiali per l'uso nelle istituzioni europee. È il caso di Belgio (francese, neerlandese e tedesco), Irlanda e Malta. Tutti i cittadini europei hanno il diritto di comunicare con le istituzioni UE nella propria lingua ufficiale.
Accanto alle lingue ufficiali esiste un patrimonio ancora più ampio: lingue regionali e minoritarie — catalano, basco, galiziano, sardo, bretone e molte altre — parlate da milioni di persone ma non riconosciute come ufficiali dell'UE.
Le lingue ufficiali dell'UE.
"Le lingue d'Europa non sono soltanto strumenti di comunicazione, ma espressioni dell'identità culturale: l'unità non richiede uniformità."
Per il funzionamento quotidiano delle istituzioni, l'UE utilizza anche alcune "lingue di lavoro" — principalmente inglese, francese e tedesco. L'inglese, in particolare, continua a essere ampiamente usato anche dopo la Brexit, grazie alla sua larga diffusione.
